Come abbiamo costruito Clara, e perché
Marco Mastro · 8 ottobre 2026 · 5 minCondividi ↗
Clara è nata in negozio, per vendere su WhatsApp. Perché l'abbiamo costruita, come l'abbiamo fatta con Claude Code e cosa abbiamo imparato.
Clara è nata nei negozi del nostro gruppo, dove le vendite si fanno sempre più su WhatsApp e i CRM tradizionali restavano vuoti: invece di chiedere di copiare le conversazioni in un database, abbiamo fatto delle conversazioni il database. L'abbiamo riscritta da aprile 2026 lavorando ogni giorno con Claude Code: in cinque mesi oltre 3.300 modifiche, quasi nove su dieci scritte insieme a Claude. Oggi la usano 41 aziende, su 105 numeri WhatsApp.
Clara non è nata da un'idea su una lavagna. È nata in negozio, dietro al banco, per vendere. Questa è la storia di come l'abbiamo costruita, e di cosa ci ha insegnato sul modo in cui oggi si fa software.
Nata in negozio, per vendere
Il nostro gruppo è partito da un negozio, nel 2004, e la vendita al dettaglio è ancora il nostro mestiere. Negli ultimi anni le vendite si sono spostate su WhatsApp: il cliente chiede un'offerta, manda la foto della bolletta, prenota un appuntamento, torna a chiedere a che punto è la pratica. Ogni negozio ha il suo numero, ogni consulente il suo telefono.
Il problema l'abbiamo vissuto prima noi: offerte rimaste senza risposta, clienti richiamati due volte o mai, nessuna idea di quante trattative fossero aperte. Clara è nata per rimettere ordine lì: tutti i numeri dei negozi in un posto solo, ogni conversazione con il suo responsabile, ogni trattativa seguita fino alla firma. Le stesse richieste, poi, sono arrivate da altri negozi di telefonia e da aziende di altri settori che vendono e assistono i clienti su WhatsApp.
Il problema: i CRM restano vuoti
Fuori dal retail la situazione è la stessa: amministratori di condomini, agenzie assicurative, studi di consulenza. Per molte piccole aziende il lavoro con i clienti succede su WhatsApp: appuntamenti, preventivi, documenti, solleciti.
I CRM tradizionali partono dalla parte opposta: un database che va alimentato a mano. Ogni messaggio diventa un'attività in più da registrare, spesso saltata. Il risultato lo conosce chiunque abbia provato: il CRM resta vuoto, e il lavoro vero continua altrove, sui telefoni delle singole persone.
I nostri clienti ci chiedevano un sistema che vivesse dentro WhatsApp, non accanto.
L'idea: le conversazioni sono il database
Clara rovescia la logica. Non si importano contatti e non si copia niente: le conversazioni sono il punto di partenza, e da lì si costruiscono le schede dei clienti, i casi da seguire e le note del team.
In pratica:
- più numeri WhatsApp e più persone nello stesso posto, con le chat assegnate a chi deve rispondere;
- schede clienti e casi che nascono dalle conversazioni, comprese le trattative di vendita da seguire fino alla firma;
- campagne, messaggi programmati e automazioni;
- calendari per gli appuntamenti, anche prenotabili dai clienti;
- un'AI che lavora accanto al team, non al posto suo.
È nata per il retail con più negozi, e funziona bene dovunque i rapporti con i clienti sono tanti e diversi: amministrazione di condomini, assicurazioni, consulenza.
Da un prodotto a una piattaforma
Clara ha una storia più lunga del suo nome: nasce da ApolloChat, il sistema per gestire WhatsApp in team che usiamo dal 2023. Ad aprile 2026 abbiamo deciso di riscriverla come piattaforma: un'applicazione principale per la chat e il lavoro quotidiano, un'API pubblica per collegarla agli altri strumenti, una console per gestire tutti i clienti.
Da lì è cresciuta in fretta: il CRM con i casi, le automazioni, i calendari con le pagine di prenotazione, il collegamento con OndaAgents, il nostro prodotto per le campagne telefoniche, per far continuare su WhatsApp una conversazione iniziata al telefono.
Come l'abbiamo costruita: con Claude, ogni giorno
Il dato che ci ha sorpreso di più lo racconta la storia del codice. Dal 27 aprile al 3 ottobre 2026 Clara ha ricevuto 3.391 modifiche, e 2.972 portano la firma di Claude come co-autore: quasi nove su dieci. Il team è piccolo: Marco Mastro, Emanuele Gandini, Jason Secreto e Luca Bosso. Senza Claude Code, in quattro persone e in cinque mesi non avremmo costruito una piattaforma di queste dimensioni.
Non vuol dire che Claude abbia fatto tutto da solo. Vuol dire che il lavoro è cambiato:
- decidiamo noi cosa costruire e come deve funzionare, partendo da cosa chiedono i clienti;
- Claude scrive, modifica e verifica il codice insieme a noi, dentro regole di progetto scritte e condivise;
- una persona rilegge, prova e decide cosa va in produzione.
È lo stesso metodo che portiamo nelle aziende: l'AI fa il lavoro che si ripete, le persone tengono le decisioni.
Cosa fa l'AI dentro Clara
Dentro Clara l'AI ha compiti precisi, ognuno con il suo posto:
- riassume una chat lunga, così chi la prende in mano capisce subito a che punto è;
- suggerisce la risposta, che una persona rilegge e invia;
- compila i campi dei casi leggendo la conversazione;
- legge vocali e immagini, che su WhatsApp sono metà dei messaggi;
- risponde dalla knowledge base dell'azienda;
- smista e classifica nelle automazioni.
E funziona anche al contrario: con il connettore MCP di Clara, Claude può leggere conversazioni, casi e calendari, con i permessi di chi lo usa. Così Clara diventa una delle fonti del cervello aziendale.
I numeri, oggi
Dalla console di Clara, l'8 ottobre 2026:
- 41 aziende;
- 105 numeri WhatsApp collegati;
- 378 persone che ci lavorano;
- oltre 176 mila conversazioni gestite.
Tra le aziende che la usano ci sono Condability, Monferrato Condomini, Realto Intermediazioni Assicurative e due catene di negozi di telefonia, Silver Telephone e Top Speed.
Cosa abbiamo imparato
- Si parte dal lavoro che c'è già. I nostri consulenti vendevano su WhatsApp prima di Clara e avrebbero continuato a farlo: il software deve andare dove sono le persone, non il contrario.
- Costruire per sé è il test migliore. Clara l'abbiamo usata nei nostri negozi prima di darla ad altri: quello che non funzionava al banco, lo vedevamo subito.
- L'AI rende piccolo un team. Non nel senso che sostituisce le persone, ma che poche persone possono costruire e mantenere molto di più, se il metodo è chiaro.
- Le regole scritte contano. Più l'AI lavora, più servono regole di progetto chiare, controlli e una persona che decide.
Da dove partire
Se volete portare lo stesso approccio nella vostra azienda, collegando l'AI agli strumenti che usate già, guardate il cervello aziendale e gli agenti AI, oppure parliamone.
Domande frequenti
Cos'è Clara?
È la piattaforma con cui le aziende gestiscono WhatsApp Business in team: più numeri e più persone nello stesso posto, con schede clienti, casi, campagne, automazioni, calendari e un'AI che aiuta a rispondere e a mettere in ordine le informazioni.
Perché non usare un CRM tradizionale?
Perché un CRM tradizionale va alimentato a mano: ogni messaggio diventa un'attività in più e il CRM resta vuoto mentre il lavoro vero succede in chat. Clara parte dalle conversazioni e costruisce da lì schede e casi.
Clara è fatta con l'AI?
L'abbiamo scritta lavorando ogni giorno con Claude Code, l'assistente di Anthropic per programmare: dall'inizio della riscrittura, ad aprile 2026, quasi nove modifiche su dieci al codice sono state fatte insieme a Claude. Dentro Clara, poi, l'AI riassume le chat, suggerisce le risposte, compila i campi dei casi e legge vocali e immagini.
Clara si collega a Claude?
Sì: Clara ha un connettore MCP, così Claude può leggere conversazioni, casi e calendari con i permessi di chi lo usa. È lo stesso tipo di collegamento che costruiamo per il cervello aziendale dei clienti.